Scrutini in corso a Sassari

16 febbraio 2009

Voti espressi per le Liste Regionali SASSARI
Sezioni Scrutinate 12 su 137
Ultimo aggiornamento ore 17.30 di lunedì 16 febbraio 2009
SORU PRESIDENTE ( RENATO SORU )     2.455     55,71 %
IRS – INDIPENDENTZIA ( GAVINO SALE )     142     3,22 %
PARTITO SOCIALISTA (GIUSEPPINO BALIA noto PEPPINO)     66     1,50 %
IL POPOLO DELLA LIBERTA’ ( UGO CAPPELLACCI )     1.734     39,35 %
UNIDADE INDIPENDENTISTA ( GIANFRANCO SOLLAI )     10     0,23 %

Gli exit poll

16 febbraio 2009

Seguiremo le operazioni di voto e pubblicheremo di volta in volta gli exit poll aggiornati.

Vi invito inoltre tutti a visitare e sostenere il sito Il termometro Politico un ottima fonte dove reperire informazioni su programmi e dichiarazioni politiche.

Ci siamo

16 febbraio 2009

I giochi sono presto fatti. Il tempo per consumare i nostri voti è quasi esaurito. Staremo tutti in attesa per scoprire se ha vinto la sardità e i quattro positivi anni di Soru o se i comizi e gli slogan di Berlusconi… (e compiere tanti passi indietro fino a ritornare al feudalesimo).

Meglio Soru… ma di un bè pure.

Se non è cambiato nulla

15 febbraio 2009

Pubblichiamo il link dell’articolo di Claudio Messora sul nuovo, ennesimo, caso di copia&incolla per il programma regionale sardo. Questa volta però le fonti sono state diverse. Buona lettura.
Meglio Soru.

La politica del cut&paste” di Claudio Messora | pubblicato il 12/02/2009
Tieniti aggiornato: http://www.byoBlu.com

La Sardegna è ormai in procinto di votare. Il 15 e 16 Febbraio gli lettori sardi si recheranno alle urne per decidere il presidente che governerà l’isola per i prossimi 5 anni. E mai come in quest’ultimo periodo risalta il valore delle persone. Più delle idee e dei progetti, le persone. Quelle che dovrebbero essere solo il vettore dei programmi incarnano ormai nell’immaginario collettivo il programma stesso. Non dovrebbe essere così, ovvio, ma è innegabile che le stesse idee viaggino meglio in certe figure che in altre. Era finita l’ideologia e doveva essere meglio così, ma in cambio tutto si è ridotto a simpatia e tifo. E non verso qualcosa, ma verso qualcuno (questo discorso vale ovviamente per entrambe la parti).

Ed ecco che in noi, per assecondare il gregge una volta tanto, nasce l’idea di approfondire le conoscenze sui candidati. Da un parte Renato Soru e dall’altra Ugo Cappellacci. E visto che non è un mistero per quale dei due teniamo, è necessario prima chiarire una cosa. E’ quel centrodestra che da anni accusa il centrosinistra di fare campagna elettorale solo contro la figura di Berlusconi e non sui programmi che ha deciso, in queste elezioni, di ribaltare la situazione. Decidendo che a fronte di 5 anni di governo Soru da commentare, decidono di andare in primis contro la persona e non contro il suo operato, con la casa al mare e Tiscali come primi sterili argomenti a supporto della decisione: “” mai con Soru”". E allora adeguiamoci, andiamo a conoscerli meglio questi signori.

Ugo Cappellacci, figlio di Giuseppe, il commercialista di Berlusconi negli anni ottanta, non è una novità della politica regionale. La cronaca inizia a occuparsi di Ugo Cappellacci nel 2001, (giunta Pili, Forza Italia) quando viene nominato dai canadesi presidente della Sardinia Gold Maining, la multinazionale che dal 1996 è autorizzata a divorare intere colline della Marmilla per cercare oro. Per la concessione dei 394 ettari di terreni in agro di Furtei, Guasila, Segariu e Serrenti, entrano nella casse regionali  appena 10.000 euro  contro i circa 30 miliardi di euro all’anno guadagnati dalla SGM. All’inizio del 2003, Cappellacci, pare per contrasti con i proprietari, lascia la SGM per entrare in politica, nel partito di Forza Italia.

Assessore al Bilancio ai tempi della giunta Pili-Masala che negli  anni 2003-2004 porterà la Sardegna al più grande debito pubblico della storia isolana,  3,5 miliardi di euro. Nel 2001, periodo in cui si insediò la giunta Pili-Masala, il debito era di 300 milioni di euro, 10 volte meno. Lo stesso Masala fu condannato dalla Corte dei Conti a rimborsare 470.000 euro  alla regione Sardegna (La Nuova Sardegna, 16 giugno 2008). L’ultima tappa politica di Cappellacci, prima della candidatura a presidente della regione, è nel 2004, quando diventa assessore al bilancio del Comune di Cagliari: anche qui sembra, con risultati pessimi che hanno condotto le casse comunali del capoluogo di regione ad una situazione disastrosa.

Diventa coordinatore di Forza Italia e, a sorpresa, candidato alle regionali, nel giro di un anno. Così a Gennaio 2009 inizia la sua campagna elettorale. La campagna elettorale inizia a Gennaio si, ma lui comincia a strillare un pò più tardi, dopo che berlusconi gli da qualche sculaccione, come si fa ai bambini appena nati. Infatti la campagna elettorale la conduce il presidente del consiglio (evidentemente molto impegnato) annunicando già dall’inizio che verrà in Sardegna una decina di volte. E siccome la campagna elettorale dura poco più di un mese ciò significa che Cappellacci sarà accompagnato dal suo presidente un giorno su tre. Gli altri due li passerà o con i candidati delle zone in cui andrà a parlare o a riposare a casa. Sebbene non sembri, Cappellacci parla, anche se dice poco. Ma i suoi discorsi, sebbene siano sempre gli stessi in ogni luogo, deve leggerli, altrimenti non ricorda cosa deve dire. E quando c’è Berlusconi ad ascoltarlo, il grande presidente gli detta anche il ritmo, annuendo se la cadenza sulle parole è buona e accondiscendendo se ha dato la tonalità giusta alle parole (per capire di cosa parlo bisogna aver visto il primo discorso di Cappellacci).  Cappellacci il muto, il fantoccio, il cavallo di Caligola (come ha fatto intendere di ritenerlo Soru), è tutto questo. Volendo essere polemici, ma in senso buono, c’è da chiedersi se le decisioni intraprese dal candidato Cappellacci siano state farina del suo sacco.  Vista l’attuale  strana campagna elettorale che vede un presidente del consiglio gestire i discorsi del candidato alla presidenza della regione, privandolo di ogni iniziativa e dosando i suoi interventi, fatto riconosciuto anche dagli elettori del centro destra. La malizia mi porterebbe a pensare ad un “burattino” – permettetemi la metafora non offensiva – scelto ad hoc, per avere carta bianca, riducendo la Sardegna ad una colonia del potere forte. Ma voglio essere ottimista, preferisco pensare che il centro destra non avesse altri candidati da schierare contro Soru.

Renato Soru è figlio di un impiegato comunale. Dopo gli studi (in verità si laurea nel 1999 poichè aveva abbandonato gli studi alla Bocconi per dedicarsi al lavoro dopo la morte del padre), si avvia all’attività imprenditoriale creando un internet provider, Video Online, che verrà poi acquistato da telecom per far nascere Tin.it. Anche con i soldi ricavati da questa vendita nel 2007 crea Tiscali, una società telefonica che si inserisce nel quadro nazionale ed europeo con grandi risultati nei primi anni. Sicuramente l’unica azienda sarda di rilievo europeo che sia stata creata negli ultimi trent’anni. Soru vedeun exploit del valore di Tiscali (la cosìdetta bolla della new economy, che si sgonfierà nel 2001) e diventa virtualemente uno fra i più ricchi uomini d’Italia, andando a superare anche Giovanni Agnelli. In quel periodo molti avrebbero venduto le azioni incassando cifre impensabili. Ma Soru, come dichiara in una intervista a la7, non ha interesse nel gareggiare a chi ha il conto più alto: il suo obiettivo è creare lavoro e perciò continua a portare avanti il progetto Tiscali in prima persona. Nel 2003 decide però di entare in politica con una propria lista, Progetto Sardegna, e abbandona l’attività in Tiscali, di cui non potrà occupparsi più per la legge sul conflitto di interessi, da egli stesso voluta, dal 2008. E’ eletto nel 2004 presidente della regione con la coalizione di centrosinistra. Il resto è storia di ieri.I risultati della giunta Soru non sono da inventare ma da leggere. Chi crede di poterli criticare non ha che da segnalare dati ufficiali a supporto della sua tesi.

L’elettore medio sardo si trova dunque a dover scegliere fra un candidato la cui giunta è stata premiata dalla comunità europea – per aver risanato i conti pubblici –  e dall’altra un candidato che nonostante l’impegno profuso, se d’impegno si tratta, ha fatto parte delle giunta che ha condotto la regione Sardegna al debito più grande della storia isolana.

Una piccola nota di colore: la ricerca su google immagini di “Ugo Cappellacci” fornisce tantissime foto del premier Silvio Berlusconi, e solo alcune sul candidato alle regionali. Anche google ha le sue verità.

Vincerà Soru

6 febbraio 2009

Sfortunatamente leggo troppo spesso alcune generalizzazioni inutili e sopratutto fuorvianti, e lasciatemelo dire, dettate dall’ignoranza. Alle volte sembra proprio di leggere dei resoconti di chiacchiere da bar e non opinioni personali criticabili.

Come fai a criticare una chiacchiera da bar? Non si puo’ semplicemente perche’ il tuo interlocutore e’ talmente convinto di possedere in se’ la ragione, la verita’, che ogni tua risposta puo’ potenzialmente scatenare un litigio, una rissa (o su internet un flusso di insulti).

A tutti quelli che in questi giorni entrano su internet solo per inventarsi cosa di male ha fatto Soru vorrei chiedere se per caso uno come Cappellacci gira la Sardegna in macchina (non in bus, in treno o in elicottero) e da paese a paese va ad incontrare i sardi, quelli veri. Tristemente nei comizi di Cappellacci ho sentito solo gli slogan di Berlusconi, le promesse standard che ripete in ogni campagna elettorale e le solite domande retoriche quando qualche contestatore riesce a disturbare un comizio. Gia’ perche’ molti di voi lo ignorano ma oltre ad agire e bloccare citta’ e traffico in quanto Primo ministro italiano, Berlusconi organizza i comizi su invito. E immagino molti di voi sappiano da quali liste scegliere gli invitati, no?

D’altronde si tratta di scegliere tra due semplici possibilita’. Per favore non parlate di destra e sinistra, fascisti e comunisti, perche’ non e’ questo il caso. Si parla di una realta’ politica regionale senza sfondi ideolgici da guerra fredda.

Guardando indietro in questi anni di Presidenza Soru, e negli ultimi 15 anni di vita politica di Berlusconi e di Cappellacci, ritengo l’imprenditore di Sanluri la scelta migliore. Chi e’ contrario vada a leggere il programma di Soru e vada a leggersi le delibere degli ultimi 4 anni. Poi e’ libero di scegliere di continuare ad ascoltare le solite chiacchiere da bar.

No ti preoccupese, mezzus Soru

Renato Soru non è un politico. Non nel senso italiano del termine. È un politico sardo, una figura che mancava da tanti anni nello scenario regionale. Inoltre è uno dei pochi personaggi in Italia a vantare un lungo elenco di risultati concreti e positivi, che in uno scenario normale (da paese civile?) gli garantirebbero una sopravvivenza politica assoluta. Invece no. Siamo in Italia, dove i successi reali di quattro anni di governo non valgono una rielezione certa. Quello che vale sono le speculazioni, le chiacchiere e le manovre dietro le quinte.
Non molti conoscono il cammino della Sardegna dei passati 5 anni, ma è necessario avere un quadro chiaro per potersi schierare con l’uno o con l’atro candidato alle prossime elezioni. Nelle elezioni regionali del giugno 2004 Renato Soru vinse con il 50,1% delle preferenze, circa 487mila voti. La sfida che gli si presentò era quella di combattere il degrado e l’arretratezza della Sardegna, valorizzando il suo ampio potenziale di sviluppo e portando la regione da una situazione di “mezzogiorno” a una di “centro”.
L’impresa era tutt’altro che facile. Soru iniziò con un riordino del bilancio, una semplificazione e ottimizzazione della spesa regionale, il recupero e la salvaguardia del patrimonio naturale sardo. La prima legge del 2004 è stata la c.d. Salvacoste, che impone di rispettare una distanza di 2 km dalla costa quando si costruiscono edifici. Le successive iniziative sono state la riduzione del numero delle comunità montane (soprattutto dove l’elemento montano non esisteva proprio) e la costruzione di linee digitali e infrastrutture che hanno portato la popolazione della Sardegna ad essere la prima con copertura adsl al 100%. Il primo passo della nuova era digitale sarda, è stato il sito internet della regione, che fu inoltre garanzia di una maggiore trasparenza nella vita politica sarda.
Altri grandi risultati negli anni successivi sono stati la chiusura della base militare americana de La Maddalena entro il 2008 e la creazione di un unico ente regionale per la gestione del servizio idrico: la nuova società Abbanoa (acqua-nuova, NdR) ha sostituito i cinque enti esistenti. Senza nessun licenziamento, Abbanoa ha sistematicamente ridotto gli sprechi, e, di conseguenza i costi.
Con la legge finanziaria regionale del 2007, lo Stato ha riconosciuto alla Regione Sardegna il diritto graduale di compartecipare al gettito tributario maturato nel territorio regionale a partire dallo stesso anno. Tra il 2007 e il 2009 tale gettito è cresciuto di circa 1,4 miliardi di euro. A partire dall’anno 2010 le maggiori entrate regionali ammonteranno ad oltre 3 miliardi di euro. In cambio la Regione si fa carico degli oneri del Fondo sanitario nazionale e delle funzioni di trasporto pubblico locale, compresa la continuità territoriale, mantenendo un saldo positivo di circa 1,8 miliardi di euro.
Per quanto riguarda l’istruzione pubblica, mentre i tagli dei finanziamenti colpiscono tutta l’Italia, nell’Isola sono stati aumentati i fondi per l’edilizia scolastica, per un totale di circa 300 milioni di euro. La regione attribuisce inoltre assegni per merito fino a 500 euro mensili, agli studenti diplomati con almeno 80/100  che si iscrivono all’Università (con priorità per le facoltà scientifiche) e agli studenti universitari in regola con i crediti che abbiano almeno la media del 27. Inoltre, la Regione ha finanziato nell’ultimo triennio più di 3000 studenti per alta formazione, tirocini e “percorsi di rientro” in Sardegna, per favorire la crescita accademica e professionale dei neolaureati e garantire un efficace inserimento nel mondo lavorativo sardo. Le fonti di quanto riferito sono documenti, atti regionali e dati Istat per il periodo 2004-2008.
Tornando alla questione delle elezioni, le argomentazioni del candidato per il PDL – un certo Cappellacci ex consigliere del comune di Cagliari – sono tutte “contro”: egli afferma che quanto realizzato nel mandato Soru sia stato una delusione e un fallimento per la Sardegna. Per il programma alternativo vengono spese invece poche, pochissime parole. Anzi, in generale sono veramente poche le parole pronunciate direttamente da Cappellacci. Chi chiacchiera di più è Berlusconi: è lui che in realtà gestisce e ordina la campagna elettorale del PDL. È lui, il primo ministro italiano, che organizza e predispone le assemblee e i comizi. Ed è sempre lui che racconta le barzellette durante i convegni. Ma della Sardegna non si parla mai? Sì, il programma elettorale del “candidato del PDL Cappellacci” è preciso: cancellare tutte le norme che dal 2004 sono state fatte da Soru (Berlusconi ha detto proprio così). E quando mai un avversario politico in una campagna elettorale in Italia ha dato dei meriti al presidente uscente? Che campagna elettorale sarebbe?
In realtà, quali sono le condizioni della Sardegna? Esiste davvero il “peggioramento delle condizioni di vita” sbandierato da Berlusconi, pardon Cappellacci? Ci sentiamo davvero più indietro del 2004? Basta leggere i dati reali e si avrà la dimostrazione del contrario: la Sardegna va in direzione esattamente opposta a quella nazionale, e lo affermano i giudici più credibili i cittadini stessi.
Questa campagna elettorale purtroppo non parte dal lavoro realizzato negli ultimi quattro anni: si cerca consenso promettendo, ma non parlando di fatti concreti. E colui che si candida alla guida della regione non è che un muto e sorridente fantoccio. Nel frattempo Soru gira la Sardegna per ricordare ciò che è stato realizzato dalla sua giunta, ciò che ancora sarà fatto e soprattutto come, con i soldi risparmiati e guadagnati e non con illusioni o sogni impossibili.
Troppo serio il Presidente Soru.
Fidatevi che è meglio Soru.

Se c’è una categoria che più di tutte ha potuto constatare la reale attuazione di programmi a proprio favore, è senz’altro quella degli studenti universitari. La giunta presieduta da Renato Soru ha, in questi quasi 5 anni, stanziato fondi che non erano probabilmente neanche previsti al  momento dell’insediamento.O perlomeno non erano stati annunciati allo stesso modo con cui altre forze politiche annunciano ciò che poi non faranno (ma sia chiaro, non faranno perché qualcosa si è messo di traverso, qualcosa che non era assolutamente prevedibile quando loro hanno promesso; oppure si, hanno fatto, non ce ne siamo accorti, è stato rispettato il programma elettorale per il 98%!!)Ma cosa costa vendere al cittadino la promessa di 100 mila posti di lavoro in più? ma qualcuno sa quanti sono i disoccupati attualmente? e tra 5 anni ci saranno dati seri, non opinabili, che permetteranno di farsi un’idea di quanti posti di lavoro siano stai creati?  Ma i dati ci sono, se quelli Istat li riteniamo attendibili, e dicono che i disoccupati sono 75mila. Per dare 100 mila posti dovremmo importare forza lavoro dall’estero e non lo fanno più neanche le regioni più ricche dl Nord.Non è dalla sparata più grossa che si valuta l’agire di un politico ma da ciò che ha fatto, che possiamo vedere e toccare con mano. Qualsiasi politico deve poter essere giudicato per quello che fino a quel momento è riuscito ad attuare, qualsiasi fosse l’incarico precedente.

Ora, credo che non esista studente degno di tale nome, che cioè frequenta, da gli esami, si interessa del funzionamento dell’università, delle sue strutture, dei suoi servizi, della sua capacità di sostenere l’apprendimento,ecc…, che non si sia reso conto dell’evoluzione  durante questi anni di governo Soru . E ad avvalorare ulteriormente l’operato ci sono le contemporanee riforme che a livello nazionale hanno penalizzato non poco l’università, così come la ricerca e più in generale l’istruzione. Mentre l’ex ministro dell’università Mussi (governo di centrosinistra) e l’attuale ministro dell’istruzione Gelmini (governo di centrodestra) vedevano nell’università un luogo da dove iniziare il tanto agognato taglio della spesa pubblica, con politiche che sono arrivate addirittura a prevedere – stiamo parlando di tre mesi fa- che i soldi per salvare le banche sarebbero stati presi da quelli che servivano per finanziare la ricerca, la giunta sarda di centrosinistra si muoveva controcorrente.

Negli ultimi anni infatti sono stati attuati, e altri sono in cantiere, numerosi piani di sostegno all’università come al singolo studente che hanno permesso alla prima di non dover aumentare di molto le tasse di iscrizione, che rimangono fra le più basse in Italia, pur mantenendo e anzi incrementando i servizi, e al secondo di poter usufruire di maggiori possiblità, a livello economico, a livello di mobilità se vive in un paese o città lontano da dove studia e a livello di opportunità offertegli.

Per capire l’idea che dell’istruzione e della formazione ha Soru basti pensare ai circa 15 milioni di euro stanziati all’anno e per tre anni dalla regione Sardegna per gli studenti universitari e quelli all’ultimo anno di superiori. I più meritevoli e in linea con gli esami potranno accedere alla somma di 3000 euro all’anno per gli studenti in sede, e a 6000 se sono fuori sede. Una cifra enorme se si pensa che contemporaneamente in Italia si tagliano i fondi alle università che probabilmente si rifaranno dei minori fondi sulle tasse universitarie.  Sono state finanziati sempre maggiori erasmus; si sono finanziati corsi di inglese in modo da migliorare le conoscenze dell’inglese potendo anche conseguire certificazioni riconosciute a livello internazionale;  si è finanziato il Master&Back:  84 milioni che hanno permesso a migliaia di studenti laureati di aumentare il proprio bagaglio ci conoscenze e competenze in altre regioni d’Italia o all’estero, spesati di tutto. Tutto ciò col fine di permettere a questi studenti di tornare nella nostra isola metettendole a disposizione le proprie capacità per consentirgli di crescere. Perché la crescita, anche economica,  non può prescindere dallo studio.

Questi progetti  (e tanti altri che si possono leggere nel sito della regione Sardegna o a cui si può arrivare tramite i link a destradella home page) dimostrano infatti che c’è una visione totalmente opposta dell’istruzione in Sardegna: da una parte il centrosinistra, che vede nella scuola e nell’università quella grande opportunità di rilancio della nostra isola che da troppi anni è diventata una vana speranza; un progetto il cui fine ultimo è permettere ai sardi stessi di fare impresa, o di attirare imprese consapevoli delle grandi conoscenze che le nuove generazioni dovranno avere. Dall’altra il progetto di Berlusconi, in cui la Sardegna è un giardino fiorito di cui i proprietari sono i ricchi imprenditori del nord e i giardinieri i sardi. Sardi che devono essere relegati a costruire le case per i continentali e servire ai bar della costa Smeralda  i loro drink. Bè va da se che per questi lavori non c’è bisogno di un alto livello di istruzione. Se questo è il nostro futuro possono essere aboliti tutti i finanziamenti all’università, tanto non servono titoli di studio per fare i camerieri ( solo 6 mesi all’anno tra l’altro) e i muratori. E non che ci sia nulla di male nel farlo, ma non è certo la prospettiva di una regione, non è un progetto di occupazione sria e duratura per una popolazione intera. Perché invece di investire nella costruzione di lavoratori al servizio di chi viene a fare le vacanze in Sardegna, non si opera sulla formazione di lavoratori che possano permettersi di stare tra 10 – 15 anni al posto dei più ricchi cittadini il cui svago dovrebbe darci uno stipendio.

Si, il turismo è una nostra innegabile risorsa, e d’altronde non ci sono dati che dicano che in questi 5 anni sia calato rispetto al quinquennio precedente, anzi tutt’altro, anche il turismo è aumentato. Ma il suo sviluppo è stato accompagnato da una maggiore attenzione verso l’ambiente e da un contemporaneo investimento su altre attività, prima fra tutte l’istruzione.

Se oggi possiamo guardare all’università come a una opportunità, come a una reale occasione di migliorare la nostra vita, lo dobbiamo a questa giunta e alla sua politica. Per questo l’università è con Soru.

Versi

27 gennaio 2009

Si cherimus sa Sardigna salvare
a largu sos berluscones dae  custu mare.
E pro sa dignidate de sa sarda zente
vota pro Soru presidente

L’operato

20 gennaio 2009

Il debito totale del bilancio regionale è stato ridotto, in 4 anni, di oltre 2400 milioni di euro.
In Sardegna, nel 2004, si è arrivati a spendere l’esorbitante cifra di 340 milioni di euro per la formazione professionale.
Nel 2004, la Regione Sardegna, enormemente indebitata, impiegava il 98% delle risorse del proprio bilancio per le spese correnti, ovvero stipendi del personale, locali ecc., mentre ora questa percentuale è scesa al 65%: ciò consente di investire il restante 35% nelle politiche sociali, sanitarie, dell’istruzione ecc. Durante l’amministrazione Soru le auto blu della Regione sono passate da 750 a 50.

L’amministrazione Soru ha eliminato circa 1000 posti di sottogoverno negli enti pubblici, tra cui, ad esempio, le Comunità Montane: non a caso, Soru è uno dei pochi uomini politici elogiati dal libro “La Casta”.

Il 28 aprile 2006, per la prima volta nella storia, la Giunta ha adottato una delibera in lingua sarda.
Grazie alla vittoriosa vertenza entrate condotta dalla Giunta Soru, l’ammontare delle entrate regionali è cresciuto, nel periodo 2007-2009, di 1458 milioni di euro. Si trattava di denaro di spettanza della Sardegna ma che lo Stato tratteneva, inspiegabilmente, a Roma; Soru è riuscito a restituire alla Sardegna queste somme.

Per evitare conflitti di interessi, Soru ha ceduto le proprie azioni Tiscali e Unità al prof. Racugno, illustre studioso e persona di specchiata moralità e indipendenza, che le gestirà senza che Soru possa intervenire in alcun modo. La Sardegna è la prima Regione italiana ad aver disciplinato questa materia. La connessione veloce a internet serviva, nel 2004, solo il 24% dei comuni sardi mentre, nel 2009, la Regione Sardegna sarà la prima, in Italia, a servire il 100% dei Comuni. La Regione, per la prima volta, ha destinato un finanziamento di 6 milioni di euro affinché le categorie più deboli venissero sostenute nel pagamento del canone d’affitto.

La Regione ha finanziato oltre 1000 richieste per l’acquisto della prima casa. L’ex Cartiera di Arbatax, con il contributo della Regione, è stata trasformata in un polo nautico di eccellenza per la costruzione di imbarcazioni, con la previsione di più di 700 assunzioni. Grazie alla legge regionale n. 6/2008 il costo dell’acqua per usi irrigui è
diminuito del 65%. Secondo i dati Istat gli occupati in Sardegna sono passati dai 575.000 del primo trimestre 2004 ai 633.000 del secondo trimestre 2008.

Ugo Cappellacci, figlio del commercialista di Berlusconi, non è, come vorrebbero far credere, una novità della politica regionale. E’ stato assessore al Bilancio ai tempi della giunta Masala, anni 2003-2004: ovvero l’amministrazione di
centrodestra che ha portato il bilancio regionale (di cui proprio lui era responsabile) alla drammatica situazione di indebitamento di cui si è detto. Lo stesso Masala è stato condannato dalla Corte dei Conti a rimborsare 470.000 euro (La Nuova Sardegna, 16 giugno 2008). Cappellacci è poi diventato assessore al bilancio del Comune di Cagliari: anche qui, con risultati pessimi che hanno condotto le casse comunali ad una situazione disastrosa.

Silvio Berlusconi, che a parole si definisce “un nostro concittadino”, non ha nominato alcun ministro né  ottosegretario sardo (salvo Giuseppe Cossiga). Nei giorni dell’alluvione di Capoterra non ha inviato alcun messaggio di cordoglio; nè ha evitato che la sua maggioranza si opponesse all’aumento, proposto da alcuni parlamentari sardi, dei fondi per gli
sfollati; ha provato a spostare la sede del G8, già prescelta, da La Maddalena a Napoli; ha fatto eleggere nelle liste bloccate sarde 5 parlamentari non sardi primo fra tutti Luca Barbareschi, che non ha detto una sola parola per la situazione del Petrolchimico di Porto Torres!). Non ha ancora concesso i fondi per la Sassari-Olbia, cercando di
dirottarli su opere legate all’EXPO del 2015 o su infrastrutture del Nord-Est. Il Sindaco di Cagliari, Emilio Floris, ha bloccato l’Accordo di Programma, sottoscritto con la Regione, con cui si stanziavano circa 210 milioni di euro per la città capoluogo; denaro col quale, tra le altre cose, l’amministrazione Soru intendeva ricostruire il quartiere di S. Elia e creare un campus universitario con 1000 posti letto in Viale La Playa. Floris ha impedito che ciò avvenisse.

Paolo Maninchedda è uno degli artefici dell’alleanza tra il suo nuovo partito, il Psd’Az, e il centrodestra. Ma, nel 2004, lo stesso Maninchedda si candidò a sostegno dello schieramento di Soru, nelle cui file venne eletto.

L’Unione Sarda e Videolina, in 5 anni, non hanno mai concesso un’intervista a Renato Soru: il Presidente della Regione, intervistato da tutti i più importanti giornali e televisioni del nostro Paese, non ha avuto spazio sulla principale emittente locale regionale né sul più importante quotidiano sardo. La ragione è semplice: l’editore di Unione Sarda e Videolina, Sergio Zuncheddu, molto vicino a Berlusconi, si è visto bloccare sontuosi progetti immobiliari sul suolo sardo a causa della legge salvacoste.

Questo piccolo schema mette a confronto le politiche del centrodestra con quelle attuate, in questi 5 anni, da
Renato Soru e dalla sua maggioranza in quattro settori cruciali quali sanità, istruzione, ambiente e trasporti.

LE POLITICHE DI SORU E DEL CENTRODESTRA

  • SANITA’:
    • SORU Sanità Senza l’imposizione di alcun ticket, il sistema sanitario pubblico sardo, che nel 2004 soffriva diingenti debiti, è stato risanato; ora la Sardegna è una delle poche regioni italiane con i conti in equilibrio. Ciò ha permesso enormi investimenti, raddoppiati rispetto agli anni del centrodestra; dopo 20 anni in cui si parlava continuamente di chiusure, sono in costruzione o progettazione 5 nuovi ospedali; i piani personalizzati per persone disabili sono passati da circa 5 mila nel 2004 a quasi 20mila nel 2008.
    • BERLUSCONI Sanità: Il centrodestra non ha una medesima idea della sanità pubblica. Silvio Berlusconi,  che ispira la politica dei suoi colleghi dipartito sardi, ha proposto, anziché di rendere virtuosa la spesa, di privatizzare gli ospedali pubblici in difficoltà (La Stampa.it, 29 settembre 2008). Questa è un’idea che va contro i principi sanciti dalla Costituzione, la quale afferma che “La Repubblica garantisce cure gratuite agli indigenti” (art. 32). Smobilitare la sanità pubblica significa ledere questo principio a favore dei profitti delle cliniche private.
  • ISTRUZIONE
    • SORU: La Giunta – Soru ha attuato un piano di sostegno agli studenti diproporzioni mai viste nella storia dell’autonomia sarda.500 euro al mese per gli universitari meritevoli, oltre all’aumento del numero delle borse di studio per non abbienti; progetto Master and Back per consentire ai giovani laureati di fare esperienze di formazione all’estero con contributi regionali di migliaia di euro mensili; assegni fitto casa per gli studenti fuori sede; stanziamento di fondi cospicui per la ricerca; progetto Sardinia Speaks English per l’insegnamento gratuito della lingua inglese alla cittadinanza.
    • BERLUSCONI Istruzione – Con la c.d. “riforma Gelmini”, il Governo Berlusconi ha operato un enorme taglio di risorse alla scuola e all’università pubblica. Il tutto a vantaggio degli istituti privati, frequentati per lo più da alunni provenienti da famiglie benestanti, che non sono stati toccati dai cruciali quali sanità, istruzione, ambiente e trasporti.
  • AMBIENTE
    • SORU – La Giunta- Soru ha fatto della tutela dell’ambiente il cavallo di battaglia della propria politica. Sono state bloccate le speculazioni da tempo in atto sulle coste; queste iniziative hanno portato alla nomina di Soru da parte dell’Onu ad “ambasciatore delle coste”. La percentuale di raccolta differenziata è passata in questi 5 anni da un misero 5% a un eccellente 40%, quasi dimezzando la quantità di rifiuti in discarica. L’impegno della Regione nella lotta agli incendi ha portato la Sardegna al primo posto per rapidità di intervento e capacità di estinzione degli incendi boschivi.
    • BERLUSCONI Ambiente – Berlusconi dà l’impressione di interessarsi delle coste sarde solamente per quanto riguarda i propri interessi personali. La fortissima opposizione del suo partito alla legge salva-coste derivava anche dal fatto che la nuova normativa ha bloccato i progetti riguardanti Costa Turchese e la fascia intorno a Capo Ceraso, di fronte all’isola di Tavolara, dove la famiglia Berlusconi intendeva costruire ville e alberghi su 500 ettari e un porto turistico per duemila imbarcazioni (fonte: Corriere della Sera, 7 settembre 2006). Ben noto è il vergognoso condono edilizio varato nel 2003 dal Governo Berlusconi, che in Sardegna ha riguardato  17mila edifici costruiti abusivamente a partire dal 1993 (Fonte: L’ Unione Sarda, 14 settembre 2003).Ugo Cappellacci è stato un fiero sostenitore del referendum, tenutosi il 5 ottobre 2008 e miseramente fallito, per  l’abrogazione della legge salvacoste (costo del referendum 10 milioni di Euro).
  • TRASPORTI
    • SORU – Trasporti – Grazie alle politiche della Giunta Soru si sono quadruplicati i passeggeri dei voli aerei a basso costo, il che ha contribuito a consentire nel 2008, per la prima volta, che negli aeroporti sardi si superasse il muro dei 6 milioni di passeggeri; con evidenti benefici per il turismo. È stato varato un programma di investimenti per l’acquisto di 540 autobus a.r.s.t., azienda sull’orlo del fallimento nel 2004; è stata inaugurata la metropolitana di superficie a Cagliari e Sassari. Entro 2 anni, dopo il primo viaggio di prova svoltosi l’anno scorso, sarà possibile spostarsi in treno da Cagliari a Sassari in sole 2 ore. Sono stati investiti 1600 milioni di euro per la strada 131, 450 milioni per la  Sassari-Olbia e 90 milioni per la 554. La giunta guidata da Renato Soru si è battuta, in questi anni, per abolire la situazione di monopolio della compagnia di navigazione Tirrenia, che riceve un’enorme quantità di finanziamenti pubblici.
    • BERLUSCONI Trasporti – Il ministro dei Trasporti del Governo Berlusconi, Altero Matteoli, il 7 novembre 2008 faceva sapere che “il Governo avanzerà una richiesta di proroga dell’attuale convenzione” con la Tirrenia, per poi attuarne la privatizzazione (La Repubblica, 7 novembre 2008). La convenzione sarebbe, altrimenti, scaduta nel 2008. La fine della convenzione con la Tirrenia è uno dei punti dell’incredibile accordo tra il Psd’Az e il PdL, uno dei punti programmatici del Centro Sinistra.
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